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Circuito Autareno

PDF  Stampa  E-mail  Scritto da Administrator    Mercoledì 07 Maggio 2008 14:02

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Questo particolare percorso circolare e ciclopedonale rievoca nel nome la figura di Autari, terzo re dei Longobardi in Italia, eletto nel 585. A lui la tradizione attribuisce l'insediamento della sua tribù o fara sulle rive dell'Adda, luogo che acquistò in seguito notevole importanza, per avervi il re costruito un palazzo ed una basilica di culto ariano, e che da lui si chiamò FARA AUTARENA.

Il percorso proposto parte dal casello idraulico al servizio del Naviglio Martesana (la cui costruzione ebbe inizio nel 1443) sito a Groppello, località di Cassano d'Adda, facilmente raggiungibile con il treno (linea ferroviaria Milano - Venezia) e la metropolitana (linea verde Gessate). Il nome groppello deriva dal termine germanico krop che significa gobba, altura, posizione sopraelevata sull'altipiano prospiciente il territorio della Geradadda.ruota_naviglio.jpg

In prossimità del casello idraulico si incontra la Conca di navigazione, simile nell'impianto a tutte le altre conche del Martesana: conca vinciana con portone e portine in ferro; sul lato destro della conca il canale di scarico del naviglio.

Poco più avanti, sulla destra, merita attenzione la villa arcivescovile voluta dal Cardinale Borromeo come luogo di cura per ecclesiastici.

Proseguendo lungo la strada alzaia si raggiunge il "Salto del gatto" dove le acque del canale Villoresi entrano in parte nell'Adda ed in parte nella Martesana tramite un opera in gradoni e sottopassi. Più avanti la diga dell'Italcementi sbarra il corso del naviglio creando un piccolo invaso in prossimità della centrale. Situata in sponda destra, in sponda sinistra rispetto al Martesana, la diga venne costruita dal Linificio Canapificio Nazionale insieme alla centrale idroelettrica che poi fu ceduta all'Italcementi. Ha le sue opere di presa poco più a monte della diga di Crespi d'Adda. Tra il 1948 ed il 1953 furono effettuati i lavori per la costruzione di un canale sotterraneo che, passando sotto la collina di Concesa, porta l'acqua alla centrale.

vaprio.jpgIn territorio di Vaprio d'Adda si incontra il Vellutificio Visconti, il più antico monumento industriale tra quelli rimasti ancora visibili lungo l'Adda. Il corpo centrale a quattro piani, tipico esempio di architettura industriale a sviluppo verticale, è caratterizzato da una imponente torre merlata e da due torrette agli angoli del lato corto dell'edificio.

Sempre proseguendo sull'alzaia del naviglio si può ammirare la Casa del Custode delle Acque, la Regia Camera di Vaprio d'Adda che sorge tra il Naviglio Martesana e l'alveo del fiume Adda, in una posizione strategica per controllare i flussi delle merci e dei viaggiatori sulle vie d'acqua vapriesi e riscuoterne i dazi.

Alzando lo sguardo, a sinistra, sul poggio di Vaprio, si può osservare la villa Visconti, riconoscibile per un tondo con lo stemma del nobile casato milanese. Costruita prima del 1755, la villa è caratterizzata da un'ampia terrazza rivolta al naviglio ed al fiume, nei pressi del lavatoio pubblico che, con belle colonne in pietra e capitelli, è luogo di memoria e di aggregazione e rievoca la figura della lavandaia, umile e dedita ad un lavoro faticoso tra lo sbatter dei panni e gli spruzzi d'acqua

Sempre in alto, a picco sul naviglio e sul fiume sorge la Villa Melzi d'Eril, costruita a partire dal 1483 per volere di Giovanni Melzi. Il nobile edificio di gusto rinascimentale, elegantissimo nella sua lineare semplicità, domina dall'alto lo scenografico giardino che con ampi terrazzi panoramici digrada verso il naviglio Martesana e il fiume. La fama della villa si deve al fatto di aver ospitato, tra il 1506 ed il 1513, Leonardo da Vinci.

In questo punto si abbandona la strada alzaia e si percorre il Pons Aureoli. La costruzione attuale risale al 1950, ma questa è solo l'ultima delle opere costruite dall'uomo per scavalcare il fiume. La prima risalirebbe addirittura all'età romana, quando un accampamento militare fortificato, nucleo originario dell'abitato, sorse proprio in questo punto particolarmente favorevole all'attraversamento. Dove già per i servizi militari e commerciali funzionava una mutatio sulla via militaris Milano-Aquileia, sorse un villaggio che dell'aspra battaglia avvenuta nel 268 dopo Cristo tra l'imperatore Claudio II e M.Acilio Aureolo, usurpatore del potere imperiale, ricordò i termini e il nome del soccombente: Pons Aureoli, il ponte di Aureolo, volgarmente Pontirolo.

Superato il ponte si scende verso il fiume per seguire l'alzaia della roggia Vailata i cui lavori iniziarono del XV secolo appena a monte del traghetto. Nei disegni di Leonardo sono rappresentate le opere di presa delle acque, le bocche, ancor oggi esistenti.

Il percorso prosegue sempre seguendo la roggia Vailata e si raggiunge l'ex chiesa di S. Anna. All'oratorio, di epoca seicentesca, è affiancato a nord un secondo edificio a destinazione residenziale; di questo una parte è sorta in contemporanea con la chiesa e un'altra, presumibilmente, nel XIX secolo.

Poco più avanti si incontra un altro sbarramento del fiume, la diga di Sant'Anna, dal quale parte il canale del Linificio Canapificio Nazionale necessario ad alimentare la centrale idroelettrica del Linificio stesso.

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Si prosegue, quindi, lungo il canale per arrivare al villaggio operaio di Fara Gera d'Adda con i suoi palass fatti costruire per gli operai e le sue villette realizzate per gli impiegati, l'asilo, la cooperativa di consumo, la fabbrica ed il convitto appena ristrutturato.

Si attraversa la Piazza Roma e si incontra la Basilica Autarena edificata alla fine del VI secolo.

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Superato il centro storico del paese si arriva ancora all'Adda che si attraversa percorrendo una passerella in legno e ferro realizzata nel 1890 in sostituzione di un traghetto prima e di un ponte di barche poi. Il ponte supera il canale del Linificio e l'Adda, un altro ponte supera il canale dell'Italcementi e si giunge in località Pignone, area di sosta e di ristoro da poco attrezzata e molto frequentata specialmente nel periodo estivo.

Risalendo lungo una stada asfaltata, ma sempre inibita al trafficio veicolare, si giunge a Groppello al punto di partenza dell'itinerario.

Ultimo aggiornamento: Venerdì 29 Agosto 2008 12:43