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LE CENTRALI IDROELETTRICHE

La storia racconta che, agli albori dell'era industrializzata, l'uomo si affacciò con la realizzazione di edifici, come i mulini, che gli consentirono di produrre ad esempio farine in quantità superiori a quelle di un fabbisogno familiare, in grado di soddisfare le necessità di una comunità o dar vita a commerci.

Molti di questi edifici, in particolare proprio i mulini, si trovavano presso fiumi o torrenti per poter sfruttare la forza motrice dell'acqua. Lungo le sponde, sia milanese sia bergamasca, dell'Adda ce n'erano diversi, oggi non ne rimangono che poche rovine. Il passo successivo fu la realizzazione di piccole centraline per la produzione idroelettrica. Poi fu la volta delle centrali idroelettriche che sono state il motore dell'economia lombarda all'inizio del Novecento e che, sfruttando la forza dell'acqua del fiume, la trasformavano in energia. Furono così realizzate la diga di Robbiate e le centrali Bertini, Taccani ed Esterle. Queste ultime, sono considerate dei ‘fossili viventi', ma anche splendidi edifici che raccontano una storia ormai più che secolare. Raccontano il rapporto tra l'acqua e l'uomo. (fonte www.addadileonardo.it)

GLI ANNI DELLE CENTRALI

1898 - Centrale Bertini (Edison)
1906 - Centrale Taccani (Enel)
1914 - Centrale Esterle (Edison)
1920 - Centrale Semenza (Edison)
1947 - Centrale Italcementi a Vaprio d'Adda

Nate per l'industria tessile (linifici) sono da ricordare anche le centraline di:
Fara Gera d'Adda (1895)
Crespi d'Adda (1909)
Cassano d'Adda (1928)