X
Menu
X

PARCO LETTERARIO ALESSANDRO MANZONI E IL PARCO ADDA NORD

parco-1Il logo riassume l’idea generale del Parco Letterario. Indica il collegamento con la Società Dante Alighieri e con il Paesaggio Culturale Italiano e, nel contempo, ripropone la “Lucia” che, oltre ad essere il simbolo grafico già presente nel logo del Parco Adda Nord, è l’imbarcazione usata dai pescatori del Lago di Como e dell’Adda.

Questi sono i luoghi dove si svolgono tanti avvenimenti dei Promessi Sposi e i luoghi dove si sviluppano le vicende di vita di Alessandro Manzoni.

I Parchi Letterari® sono parti di territori caratterizzati da diverse combinazioni di elementi naturali e umani che illustrano l'evoluzione delle comunità locali attraverso la letteratura.

parco-2

Sono i luoghi stessi che comunicano le sensazioni che hanno ispirato tanti autori per le loro opere e che i Parchi intendono fare rivivere al visitatore elaborando interventi che ricordano l'autore, la sua ispirazione e la sua creatività attraverso la valorizzazione dell'ambiente, della storia e delle tradizioni di chi quel luogo abita.

Stanislao de Marsanich
Presidente de I Parchi Letterari®

I Parchi Letterari® assumono il ruolo di tutela letteraria di luoghi resi immortali da versi e descrizioni celebri che rischiano di essere cancellati e che si traducono nella scelta di itinerari, tracciati attraverso territori segnati dalla presenza fisica o interpretativa di scrittori. Un singolare percorso che fa rivivere al visitatore le suggestioni e le emozioni che lo scrittore ha vissuto e che vi ha impresso nelle sue opere (Stanislao Nievo).

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni.

(Alessandro Manzoni - I Promessi Sposi - Capitolo I)

 

È Pescarenico una terricciola, sulla riva sinistra dell'Adda, o vogliam dire del lago, poco discosto dal ponte: un gruppetto di case, abitate la più parte da pescatori, e addobbate qua e là di tramagli e di reti tese ad asciugare.

(Alessandro Manzoni - I Promessi Sposi - Capitolo IV)

 

Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de' quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio!

(Alessandro Manzoni - I Promessi Sposi - Capitolo VIII)

Quanto c'è di qui all'Adda? – gli disse Renzo, mezzo

tra' denti, con un fare da addormentato, che gli abbiam

visto qualche altra volta.

– All'Adda, per passare? – disse l'oste.

– Cioè... sì... all'Adda.

– Volete passare dal ponte di Cassano, o sulla chiatta

di Canonica?

– Dove si sia... Domando così per curiosità.

– Eh, volevo dire, perché quelli sono i luoghi dove

passano i galantuomini, la gente che può dar conto di sé.

(Alessandro Manzoni - I Promessi Sposi - Capitolo XVI)

 

E stando così fermo, sospeso il fruscìo de' piedi nel fogliame, tutto tacendo d'intorno a lui, cominciò a sentire un rumore, un mormorìo, un mormorìo d'acqua corrente. Sta in orecchi; n'è certo; esclama: - è l'Adda! - Fu il ritrovamento d'un amico, d'un fratello, d'un salvatore.

(Alessandro Manzoni - I Promessi Sposi - Capitolo XVII)

 

… da mezzogiorno, altre nuvole ravvolte insieme, leggieri e soffici, per dir così, s'andavan lumeggiando di mille colori senza nome: quel cielo di Lombardia, così bello quand'è bello, così splendido, così in pace.

(Alessandro Manzoni - I Promessi Sposi - Capitolo XVII)

parco-5

Adda - Idillio a Vincenzo Monti

Diva di fonte umil, non d'altro ricca

Che di pura onda e di minuto gregge,

Te, come piacque al ciel, nato a le grandi

De l'Eridano sponde, a questi ameni

Cheti recessi e a tacit'ombre invito.

Non feroci portenti o scogli immani

Né pompa io vanto d'infinito flutto

O di abitati pin; né imperioso

Innalzo il corno, a le città soggette

Signoreggiando le torrite fronti;

Ma verdi colli e biancheggianti ville

E lieti colti in mio cammin saluto…