2° Festival del Paesaggio dell’Adda, il report

Sono stati due giorni molto intensi quelli che hanno caratterizzato il 2° Festival del Paesaggio dell’Adda che si è tenuto a Villa Gina, sede del Parco Adda Nord, nel week-end del 2-3 Ottobre. Nella ricca “due giorni” di Trezzo sull’Adda è stato introdotto il termine Geo-Cura, da geo-care – che abbiamo imparato da Michel Lussault la scorsa primavera – che significa “prendersi cura di tutta la ricchezza dei viventi del nostro pianeta”. E l’abbiamo, prima di tutto, applicata al fiume Adda. Particolarmente significativa, in questo senso, è stata la tavola rotonda che si è tenuta sabato mattina dal titolo “La Geocura dell’Adda dalle sorgenti al Po” e che ha visto protagonisti Giorgio Monti, Presidente Parco Adda Nord, Franco Claretti, Delegato Parco dello Stelvio e Marco Ioli, Presidente Parco Orobie Valtellinesi. A moderare il Direttore del Parco Adda Nord Tomaso Colombo, a introdurre i temi Federica Burini dell’Università degli studi di Bergamo che ha lanciato la proposta di un Manifesto del fiume Adda nell’ambito, appunto, di un progetto di geo-cura complessivo del fiume, che necessita di una condivisione tra tutti i soggetti istituzionali che “agiscono” sull’Adda, a partire dai Parchi. Da qui scaturisce anche l’idea, sottolineata nell’introduzione dal vicepresidente del Parco e anima del Festival Ignazio Ravasi, di un “Parlamento dell’Adda” dalle Sorgenti sino al Po. Nulla di istituzionale, ma un momento partecipativo e di confronto costruttivo di tutti gli attori sociali di qualsiasi orientamento politico, sociale, religioso, che incominci ad affrontare complessivamente il tema del Paesaggio fluviale e della sempre più scarsa risorsa idrica dell’Adda. Qualcosa di simile accade in altri Paesi, come abbiamo visto, e se sia proprio l’Adda a sperimentare qualcosa del genere in Italia?

Quest’anno il Festival del Paesaggio ha allargato i suoi orizzonti sul mondo e alle sfide globali che quotidianamente si propongono. In “Parchi, paesaggi e comunità in Europa”, grazie alla preziosa partnership con l’Università degli Studi di Bergamo, siamo andati alla scoperta di realtà simili a quelle della valle dell’Adda ma in Polonia, in Estonia, in Svezia e in Portogallo. Direttamente dai “casi” di Sosnowiec, Ahja River Valley, Siljan GeoPark e Tagus and the Tejo/Tajo Internacional Transboundary Biosphere Reserve sono giunti spunti di riflessione alla platea internazionale composta dagli studenti bergamaschi e internazionali ospiti.

Nella seconda parte della mattina di venerdì Renato Ferlinghetti ha riportato in auge La Carta dei Parchi regionali dei colli di Bergamo e Brescia, mentre Mauro Piantelli ha illustrato il Progetto di rigenerazione dell’area industriale di Crespi d’Adda mentre Davide Spiller di Regione Lombardia ha inquadrato la situazione a livello normativo.

Non è mancato il momento dedicato a Leonardo Da Vinci con l’attesa Lectio Magistralis dello storico dell’arte Luca Tomìo focalizzandosi sui luoghi abduani in cui il Genio ha vissuto e operato. Tomìo ha anche introdotto l’attiguo Laboratorio visivo “Leonardo e il paesaggio dell’Adda” con 16 riproduzioni di opere di Leonardo scelte concesse del Royal Collection Trust – Windsor Castle e che saranno a disposizione del pubblico fino al prossimo 25 Ottobre. Si tratta del primo passo ufficiale della convenzione triennale firmata dal Parco con Città Metropolitana atta a realizzare la Strada di Leonardo: Un Museo Multimediale diffuso da Milano sino a Trezzo (con la realizzazione a Trezzo d’Adda di una Sala Multimediale).