Ex cava di Santa Barbara, approvato il progetto esecutivo

Il Consiglio di Gestione del Parco Adda Nord ha approvato nei giorni scorsi il progetto esecutivo dell’intervento di recupero ambientale della ex cava di Santa Barbara (ha cessato da oltre vent’anni l’attività) posta in comune di Truccazzano, località Albignano, il tutto in ottemperanza agli accordi risalenti al lontano 1997 tra Regione Lombardia, Provincia di Milano, Parco Adda Nord, il Comune di Truccazzano e F.S. S.p.A. (oggi R.F.I. S.p.A).

Si tratta di una compensazione ambientale definita in conseguenza agli interventi di quadruplicamento della tratta ferroviaria Pioltello-Treviglio, area poi interessata anche dalla realizzazione della Brebemi. La situazione era “ferma” da parecchi anni ma proprio grazie all’interessamento del Parco Adda Nord e del comune di Truccazzano si è giunti alla ripresa dell’accordo originario ora concretizzatosi con l’approvazione del progetto esecutivo al quale è seguito l’avvio del procedimento amministrativo per l’assegnazione dei lavori.

L’intervento risulta completamente finanziato da R.F.I. promotore del quadruplicamento ferroviario, quale adempimento agli obblighi assunti tramite l’Accordo di Programma, per un totale di oltre un milione di euro, cifra che comprende anche i costi per l’acquisizione delle aree non di proprietà dell’ente Parco.

BREVE INQUADRAMENTO GEOGRAFICO DELLA CAVA

La ex cava S. Barbara è situata in località Albignano, frazione settentrionale del Comune di Truccazzano (MI), a circa 30 km da Milano, nella vasta area pianeggiante che si estende in direzione est verso il fiume Adda.

IL RIPRISTINO AMBIENTALE

Dopo una attenta serie di sopralluoghi, indagini, rilievi faunistici, forestali e topografici e in base ai contenuti dei principali strumenti di pianificazione locale (PGT / PTC Parco Adda Nord e relativi piani di Settore) l’azione progettuale di ripristino ambientale – di un’area che versa in una situazione di generale degrado – si è indirizzata esclusivamente verso il miglioramento naturalistico del sito, limitandone la fruibilità al pubblico se non per specifiche funzioni didattiche e a quanto strettamente necessario per le operazioni di manutenzione ordinaria/straordinaria. Di seguito una sintetica descrizione degli interventi in programma:

  • Ripristino della recinzione perimetrale (mantenendo la permeabilità per la piccola fauna);
  • Sistemazione spondale con alleggerimento tramite riprofilatura dei versanti instabili e inadatti alla progressione vegetazionale;
  • Contenimento dell’erosione superficiale tramite presidi di ingegneria naturalistica (palizzate, grate vive).
  • Abbattimento selettivo delle alberature morte, compromesse e alloctone, con mantenimento degli esemplari in buono stato vegetativo e idonei al ripopolamento faunistico;
  • Realizzazione di un impianto boschivo, nelle aree che presentano superficie e condizioni favorevoli;
  • Realizzazione di fasce vegetazionali arboreo-arbustive e erbacee (fascia tampone ecotonale e aree vegetate ripariali secondo le condizioni del sito);
  • Creazione di percorsi interni di manutenzione;
  • Realizzazione di un piccolo osservatorio naturalistico da utilizzarsi per visite didattiche;
  • Realizzazione di: sistema galleggiante ambientale (isole) per ospitare l’avifauna acquatica, strutture per favorire nidificazione avifauna forestale, chirotteri, Ciconidi, ripari per piccole specie faunistiche (microhabitat per insetti, roditori, rettili), arnie.
  • Fornitura e posa pannelli informativi/materiale ad uso didattico.

“Il Parco con questo intervento interviene direttamente nel miglioramento di un ambito fortemente degradato. interessato da infrastrutture impattanti” afferma Giorgio Monti Presidente del Parco. “Essere riusciti a riaprire un accordo di programma che dopo così tanto tempo rischiava di non essere rispettato significa non solo poter creare ecosistemi favorevoli a flora e fauna di pregio ma restituire alla comunità locale una porzione del proprio territorio altrimenti degradato.”